Negli ultimi anni, il settore del Private Capital ha guadagnato una notevole attenzione come alternativa tradizionale agli investimenti e al finanziamento aziendale. È un sistema parecchio diffuso in molte economie europee, un po’ meno – ad oggi - in Italia. Uno dei motivi di questa espansione è sicuramente da attribuire ai molteplici cambiamenti che hanno investito - e continuano a investire - la nostra società e danno vita a nuovi modelli di sviluppo, così l’ambito della finanza cerca di adeguarsi. Attraverso questo articolo ci proponiamo di offrire una panoramica sul Private Capital, di spiegare cosa lo ha reso un successo. Partiamo dallo spiegare cos’è. Noto anche come capitale privato, si riferisce a risorse finanziarie investite in imprese non quotate. Include una vasta gamma di forme di finanziamento, come Private Equity, Venture Capital, Club Deal, Crowdinvesting e investimenti infrastrutturali e immobiliari. A differenza dei finanziamenti tradizionali delle banche, il Private Capital coinvolge investitori istituzionali, società di Private Equity e capitali di rischio che forniscono risorse finanziarie alle aziende in cambio di partecipazioni azionarie o altri strumenti finanziari. Ma perché è così interessante? Sono molti i fattori che concorrono a determinare l’attenzione sul Private Capital: Il Private Capital, inoltre, è molto versatile e trova applicazione in diversi settori. Le imprese emergenti e le start-up spesso ricorrono al Venture Capital per finanziare lo sviluppo delle loro attività e lanciare nuovi prodotti o servizi innovativi. Le aziende in fase di espansione, o di trasformazione, possono beneficiare della partnership con società di Private Equity che apportano capitale e competenze per supportare la crescita e la creazione di valore. Sebbene abbiamo detto che in Italia lo strumento non sia ancora così diffuso, è importante sottolineare un’evidente crescita degli investimenti che, nel 2022, hanno registrato un +61% per un totale di 23,6 miliardi investiti (fonte il Sole24Ore). Il 2023, invece, manifesta attualmente un andamento più cauto, dovuto anche alla situazione internazionale, all’aumento dei tassi, ecc. Tuttavia, Innocenzo Cipolletta, Presidente di AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) esprime ottimismo, sottolineando l’importanza dell’attività di informazione e divulgazione messa in piedi dall’associazione, volta a colmare quei gap che possono far esitare le imprese. “Fondamentale dare valenza scientifica ai nostri dati – afferma Cipolletta – mettendo in luce gli impatti positivi del private capital sul tasso di crescita delle aziende, sull’occupazione e, anche, più di recente, sulla capacità di implementare politiche di sostenibilità nelle aziende”. Il Presidente AIFI conclude, poi, ponendo l’accento sul messaggio da trasmettere, ovvero, che l’obiettivo primario è quello di rispondere alle esigenze delle imprese. Nel contesto legale, il Private Capital è soggetto a regolamentazioni specifiche volte a proteggere gli investitori e garantire la trasparenza delle transazioni. Le autorità di regolamentazione finanziaria supervisionano il settore per garantire che le operazioni di Private Equity e Venture Capital siano condotte in conformità alle leggi e alle normative applicabili. È, dunque, fondamentale avvalersi di professionisti preparati in materia, di team multidisciplinari che possano consentire di accedere agli strumenti di investimento garantendo competenze specifiche in campo finanziario e tutela giuridica.Cos'è il Private Capital?
Private Capital in Italia