Le aziende in crisi a seguito del fermo produttivo, sia piccole sia grandi, hanno cercato di ripartire. In questo anno di grandi cambiamenti, le aziende si sono dovute adattare al mutamento professionale dando un’importante prova di flessibilità e resilienza. La crisi scaturita a seguito della pandemia da coronavirus ha colpito duramente le società e le economie mondiali. Se la domanda crolla, qualsiasi impresa, dal piccolo commerciante alla grande fabbrica, ha difficoltà a reggere la crisi. Si innescano a catena danni e crolli anche sui creditori che a loro volta non riusciranno a onorare i propri debiti. Il tessuto imprenditoriale, infatti, è costituito di connessioni molto forti: le imprese sono realtà molto complesse e da non pensare come isolate. Tuttavia, per alcuni settori si sono presentate nuove opportunità che hanno permesso un aumento del business. Se di successo, alcuni progetti innovativi riescono a dimostrare la loro capacità di resilienza e a imporsi proprio durante un periodo di crisi. Alcuni cambiamenti a cui si è assistito durante questi mesi, rappresentano risposte dirette e di breve periodo alla crisi altre, invece, continueranno a permanere a lungo ridisegnando le logiche di business e mercato. Questa condizione fondamentale è stata compresa dall’Europa che ha optato per accelerare in modo significativo gli investimenti in startup e Pmi. L’obiettivo è quello di aiutare le aziende in crisi cercando di ripristinare l’economia puntando sulla resilienza, l’innovazione e la dinamicità di queste realtà. Con il decreto-legge n.34 del 19 maggio 2020, convertito in Legge 17.07.2020, n. 77, il governo ha cercato di rispondere alle necessità dei lavoratori e delle aziende in crisi a seguito della pandemia causata dal Covid-19. Sono stati infatti stanziati 55 miliardi di euro di risorse per sostenere artigiani, commercianti, professionisti, lavoratori e aziende in crisi. Come si evince le misure intraprese non riguardano solo l’introduzione di contenuti a fondo perduto, la concessione di crediti d'imposta, il rifinanziamento di fondi a sostegno delle imprese, il rafforzamento delle start-up innovative e delle PMI innovative, ma anche la previsione della concessione di veri e propri aiuti di Stato in parziale deroga agli stringenti vincoli fissati dalla normativa europea. Priorità anche dell’Unione Europa, garantire la sopravvivenza delle piccole e medie aziende in crisi a seguito della pandemia da coronavirus. Diverse iniziative sono state annunciate e messe in campo dalla Commissione Europea per fornire un sostegno immediato. Le startup e le imprese potranno beneficiare del 60% dei fondi previsti mentre l’altro 40% sarà destinato ai progetti di innovazione. L’obiettivo di questo sostegno è duplice: da una parte sostenere le imprese in termini economici e assistenza tecnica, dall’altra incentivare nuove soluzioni per affrontare la crisi attuale. Per evidenziare la capacità delle aziende in crisi di rispondere alla difficoltà attraverso innovazione e resilienza, è stata pubblicata, per la prima volta in Italia, la classifica LinkedIn Top Startups. Sono state elaborate milioni di azioni generate dagli utenti della piattaforma per indagare quattro aspetti fondamentali: Le aziende, per rientrare nella classifica, devono avere non più di 7 anni, avere almeno 30 dipendenti in Italia, essere a capitale privato e avere sede in Italia. Si tratta di aziende che operano in ambiti diversi: finanza, vendite, design, marketing digitale, economia e ingegneria. Casavo si occupa di finanza ed economia nel settore immobiliare, attraverso la propria piattaforma consente di chiedere un appuntamento per la valutazione di un immobile che sarà visionato e valutato da un team di esperti. L’obiettivo dell’azienda è quello di offrire ai propri clienti un significativo abbattimento delle tempistiche di vendita rispetto ai canali tradizionali.Aziende in crisi: cosa prevede il Decreto Rilancio
Le misure, illustrate nel dettaglio sul sito del Ministero dello Sviluppo economico, riguardano:
Uno dei provvedimenti principali punta a incrementare gli investimenti prevedendo una detrazione fiscale del 50% fino ad un massimo di 300 mila euro per i privati che investono in startup innovative italiane in modo diretto o attraverso forme associate.
Diverse agevolazioni mirano a favorire gli investimenti provenienti dall’estero e gli incentivi in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica 4.0 e transizione ecologica.
Non mancano le risorse destinate a finanziamenti agevolati per le startup. Nell’articolo 28 si specifica inoltre che le startup innovative potranno rimanere nella sezione speciale del Registro delle Imprese per ulteriori 12 mesi e godere di una serie di specifiche agevolazioni.
Le iniziative assunte si collocano all'interno della cornice normativa europea con particolare riferimento alle condizioni ed ai limiti di cui alla comunicazione della Commissione europea C (2020) 1863 che definisce il “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.La risposta dell’Unione Europea alle aziende in crisi
Complessivamente sono stati stanziati 8 miliardi di euro di finanziamenti e sbloccato un miliardo di euro per fornire una garanzia al fondo europeo per gli investimenti per incentivare le banche locali e altri finanziatori a fornire liquidità ad almeno 100.000 piccole e medie imprese europee. I finanziamenti dell’Ue sono disponibili per tutti i tipi di aziende, con una vasta gamma di strumenti: prestiti, micro-finanziamenti, garanzie e capitale di rischio.
Obiettivo primario dell’iniziativa è facilitare i prestiti bancari a famiglie e aziende in crisi. Il 28 aprile la Commissione europea ha adottato un pacchetto per il settore bancario che garantisce alle banche la possibilità di prestare denaro. Attraverso la flessibilità delle norme bancarie europee e proponendo modifiche legislative mirate, la Commissione consente la possibilità di continuare a garantire liquidità a chi ne ha necessità.
In risposta alla crisi innescata dal Covid-19, anche l’Eit (Istituto europeo di innovazione e tecnologia), metterà a disposizione un totale di 60 milioni di euro per aiutare concretamente l’Europa nella ripresta post pandemia. Il finanziamento sosterrà startup, scale-up e pmi altamente innovative, considerate fondamentali per la ripresa dell’economia. Ad aver fatto richiesta sono quasi 1500 realtà, site in 44 differenti paesi dell’Unione Europa e degli stati membri.
Le risorse saranno stanziate per imprese, startup e scale-up che presentano iniziative nell’ambito:
L’iniziativa dell’Eit rientra nella risposta che l’Unione Europea sta dando alla crisi attuale. L’obiettivo è permettere a centinaia di innovatori e di aziende di partecipare allo sforzo collettivo per superare la crisi ricostruendo l’economia.Affrontare la crisi: ecco quali aziende hanno risposto positivamente
Tra le prime cinque posizioni vi sono:
Boom Image Studio si occupa di Scatti digitali e intelligenza artificiale consentendo ai propri clienti di ottenere un servizio fotografico completo in 24 ore in oltre 60 Paesi nel mondo.
Satispay offre la possibilità di pagare in negozio e scambiarsi denaro tra amici via smartphone, oltre a una serie di altri servizi come ricariche telefoniche, il pagamento di bollettini e pagoPA, donazioni e risparmi.
Everli opera invece nell’ambito delle vendite e permette al cliente di scegliere il supermercato di fiducia tra i principali retailer della grande distribuzione italiana, ordinare la spesa online e riceverla nel posto desiderato fasce d’orari e giorni richiesti dal cliente stesso.
Infine, al quinto posto, si posiziona Credimi che opera nell’ambito della finanza e si occupa di finanziamenti digitali alle imprese.